Le Cresime sono sabato 1 giugno

Santa Cresima Sabato Primo giugno 2019 alle ore 18:00. Santa Messa presieduta da Mons. Marcello Boldrini ( Vicario Generale della Diocesi).

 

33° Convocazione Regionale Gruppi e Comunità RnS

RnS_30_settembre_2018

Modigliani forum, Livorno 30 settembre 2018
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Sante Cresime 2017

cresima 2017 locandina

Domenica 19 Novembre 2017 alle ore 10:30 nella Parrocchia San Benardo Abate di Donoratico verranno celebrate le Cresime. La Celebrazione sarà presieduta dal nostro Vescovo Mons. Carlo Ciattini.

XXI° DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

bambini-mano-alzataChi dite che io sia? Una domanda seria rivolta a noi oggi come ai discepoli allora e che meriterebbe una risposta seria da parte di ciascuno di noi. Non solo, bisogna ricordarsi che dalla risposta a questa domanda dipenderà il cammino della nostra fede.

Gesù è nel territorio pagano e chiede ai suoi discepoli ciò che hanno sentito dalla gente su di lui. Non è che cerchi l’indice di gradimento della gente, ma gli serve per preparare la domanda cruciale per i discepoli. Riportano le più disparate opinioni della gente. La cosa curiosa da notare è che tutti i personaggi a cui fa riferimento la gente sono morti: Battista, Elia, Geremia. Nasconde in qualche modo anche la venerazione che avevano verso questi personaggi. La morte ingiusta del Battista, Elia che è stato rapito in cielo su un carro di fuoco, Geremia ucciso misteriosamente nell’esilio egiziano sono tutti personaggi cari alla gente. Anche l’affermazione, uno dei profeti, dimostra il desiderio di vedere in Gesù un grande profeta che parla in nome di Dio. Quindi queste opinioni sono importanti in qualche modo.

Ma nel seguire Gesù, attaccarsi alla tradizione non serve, bisogna cogliere la novità. L’attaccamento alla tradizione umana è il lievito dei farisei e degli scribi da cui Gesù vuole liberare i suoi discepoli. Ecco allora la seconda domanda che invita ad entrare nel proprio cuore e scoprire il posto di Dio in ciascuno di noi. E’ un invito a cogliere la novità di Gesù lasciando da parte la nostalgia della tradizione degli uomini.

Chi dite che io sia? Non si può rispondere a questa domanda se non si è mossi dal Padre. Gesù lo dice chiaramente a Pietro: né carne né sangue … ma il Padre mio. S. Paolo ce lo dirà con altre parole: infatti, dice che nessuno può chiamare Gesù Signore se non sotto l’azione dello Spirito Santo. Pietro pensava di aver detto un qualcosa di grandioso su Gesù e aveva ragione, ma in quella risposta aveva poco di suo perché è ispirata dal Padre e solo coloro che si mettono sotto la sua azione possono rispondere veramente a questa domanda.

“Chi dite che io sia?” viene domandato a ciascuno di noi oggi. Come rispondiamo? Viviamo in un mondo dove la religiosità e la fede vengono vissuti da ognuno un po’ a modo suo. Ognuno si fa una fede a proprio uso e consumo. Vogliamo appiccicare a Dio le qualità che vorremmo vedere in lui. Nelle varie risposte su Gesù, tra l’altro, la gente faceva capire che cos’è che a ciascuno di loro piaceva di lui. Così facciamo anche noi oggi. Ci piace qualche aspetto della persona di Gesù dimenticando di prenderlo nella sua totalità. Chi di noi non vorrebbe un Dio che moltiplica i pani e pesci o cammina sul mare o guarisce ogni tipo le malattia, scaccia i demoni ecc! Ma quanti di noi poi sarebbero capaci di seguirlo sulla strada della croce, sulla strada dell’umiliazione. La novità che Gesù porta per noi comporta anche la croce, non possiamo accettare Gesù senza accettare la sua croce. Altrimenti saremo come gli scribi e dei farisei, attaccati alla tradizione degli uomini tanto da ignorare la Buona Notizia che Gesù porta.

Se il figlio è colui che assomiglia al padre nel comportamento, così pensavano i contemporanei di Gesù, ciò che ha detto Pietro su Gesù è davvero importante. Ma è importante anche per noi. Essere figli adottivi di Dio per chiamata, significa impegnarsi ad assomigliargli sempre di più. Ecco, dove ci porta il cammino dietro a Gesù. Bisogna accoglierlo per quello che è veramente e non fare di lui un distributore automatico delle grazie e favori di cui abbiamo bisogno. Sappiamo che non è facile questo cammino, ma bisogna rispondere alla domanda di Gesù con la mano sul cuore. Lui ci guarda con i suoi occhi di tenerezza e bisogna incrociare il suo sguardo per lasciarci travolgere dal suo amore.

Chiediamo che lo Spirito ci assista in questo cammino e ci sostenga la misericordia del Padre.

Buona domenica a tutti!

V° DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

saleSale della terra, luce del mondo: due immagini semplici, forti, molto inerenti alla vita di ogni giorno. Gesù vuole che i suoi discepoli siano così nel mondo per portare avanti la sua buona notizia per l’uomo.

Il desiderio del Maestro è bello e possiamo anche essere orgogliosi di questa missione che Egli ci dona. Ma quando guardiamo alla nostra vita ci viene naturale il dubbio se veramente possiamo essere sale della terra e luce del mondo. Prima di tutto dovremmo cercare di essere sempre più coscienti e consapevoli del fatto che il Signore compie un atto di fiducia nei nostri confronti. Infatti non dice: voi
diventerete luce oppure sarete luce se fate determinate cose: dice semplicemente siete luce e siete sale. Vuol dire che così come siamo, siamo sale della terra e luce del mondo. Pensate alla fiducia che Gesù ha avuto nei nostri confronti: è una fiducia che solo lui poteva avere.

Se ci rendiamo conto di questa fiducia divina in noi, possiamo anche cercare di capire cosa vuol dire essere sale ed essere luce. Il sale è un elemento importante nella nostra vita quotidiana. Il sale dà sapore, preserva dalla corruzione e soprattutto quando è al posto giusto nessuno se ne accorge. Infatti noi parliamo del sale nei cibi o quando è troppo o quando manca, se è quanto basta non se ne accorge neppure e non se ne parla. Così deve essere il cristiano: deve essere uno che rende la vita dell’altro saporita ed essere quasi invisibile. Quello che deve sentire è il gusto che riesce a dare alla vita delle persone che vengono a contatto con la sua vita.

Bisogna cercare, nella nostra vita di ogni giorno la nostra identità e anche la parabole della luce ci deve ricordare questo. L’identità del cristiano è essere sale e luce. Una luce non si accende per metterla sotto il letto, ma sul candelabro perché gli altri possano vederla. Così dobbiamo essere noi: persone che, illuminati dalla luce che è Cristo, possano illuminare il mondo. La luce vera è Cristo e siamo illuminati da questa grande luce. L’immagine della luce, messa sul candelabro, non ci tragga in inganno; non è per l’ostentazione, ma per essere al posto giusto. Infatti, non sotto il letto, ma sul candelabro.

Se si pensa bene si può capire che per Gesù il candelabro da cui ha illuminato il mondo era la croce, quindi per il discepolo essere sul candelabro non è per la gloria, ma per spendersi per gli altri. Ecco, allora il nostro pensiero che va al Maestro che sta sulla croce per illuminare tutti quelli che l’accolgono. Lui che ha tanta fiducia in noi, ci deve rendere orgogliosi di lui. La presenza dei cristiani nel mondo di oggi non è una presenza invasiva, ma una realtà che rende visibile la vita delle beatitudini.

E’ importante notare che Gesù usa il plurale Voi piuttosto che il singolare Tu. Questo ci fa ricordare che la testimonianza che dobbiamo rendere davanti al mondo di oggi non è una testimonianza singolare, ma comunitaria. I cristiani come una comunità fedele al suo Maestro è chiamato ad essere sale e luce nel mondo di oggi. Il sale del nostro essere discepoli sarà l’amore di Cristo e la nostra luce sarà la luce dello Spirito Santo che illumina la nostra vita e ci rende capaci di illuminare la vita degli altri.

Chiediamo che il Padre ci assista sempre con la sua grazia ed invochiamo la luce dello Spirito su ciascuno di noi.

Buona domenica a tutti!

P. Sabu

XXIII° DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

impronteIl libro della sapienza lancia una sfida: Come si può conoscere il volere di Dio? Ci dice di non fare affidamento alla sapienza umana perché a stento conosciamo le cose della terra e scopriamo con fatica quelle a portata di mano. Invece bisogna affidarsi a due forze che vengono dall’alto: La sapienza e lo Spirito Santo. Sta a noi pregare che il Signore ci doni il Suo Spirito per conoscere il suo volere e che ci doni la sapienza per essere perseveranti nell’adempimento della Sua volontà.

Il brano del Vangelo ci ricorda le esigenze della sequela di Cristo: Amare Dio più di tutto e di tutti, portare la croce e rinunciare ai propri averi. Uno che non è pronto a fare queste cose non può essere discepolo del Signore. Si capisce subito che bisogna chiedere sempre di più la luce dello Spirito per capire la profondità dell’insegnamento di Gesù.

La scelta di Gesù non deve essere casuale, deve essere molto ponderata altrimenti si rischia anche la brutta figura. Le parabole che dice Gesù sono illuminanti: uno che vuole costruire una torre e un re che parte in guerra. Bisogna calcolare le forze prima per non rischiare di essere deriso dagli altri o nel secondo caso addirittura perdere la vita. Ma seguire Cristo è così difficile?

Per fare un pellegrinaggio a piedi, tipo quello a Santiago di Compostela, non si improvvisa, ci si prepara molto prima e ci si allena. Se uno si rende conto di non farcela non parte neanche o sceglie un percorso breve adatto alle proprie forze. Ma chi si è allenato affronta il pellegrinaggio con entusiasmo ed è felice nell’affrontarlo. Nel nostro pellegrinaggio terreno bisogna essere gioiosi ed entusiasti a seguire Cristo. Come in un qualsiasi cammino, ci potranno essere difficoltà, momenti di fatica, ma se ci si allena e si utilizzano i mezzi che sono a disposizione nostra, possiamo farcela anche noi.

Il punto di riferimento è il Signore, perché se non c’è lo sguardo fisso su di lui, il cammino non si fa di sicuro. Ecco quell’andare dietro di cui ci parla Gesù. Sulla sabbia bagnata della spiaggia alle volte si vedono i bambini che camminano mettendo i loro piedi sulle orme lasciate dai grandi, specie dai loro genitori. Noi dovremo fare qualcosa del genere: mettere i nostri piedi sulle orme del Maestro e seguirlo passo dopo passo. In questo modo la strada diventa percorribile. L’amore per il Maestro deve essere superiore a tutto il resto e questo amore ci darà anche forza ed entusiasmo per fare le necessarie rinunce del cammino.

La preghiera di oggi sia per ricevere la luce dello Spirito e la sapienza che Lui solo può donarci. Il Signore ci lascia anche i mezzi per allenarci ed essere preparati a questo cammino: la Parola di Dio e i sacramenti. Sono i mezzi più sicuri che siamo chiamati ad usare in questo nostro pellegrinaggio terreno. Affidiamoci all’amore che ci viene donato nello Spirito e chiediamo che il Padre ci sostenga in questo cammino con la sua misericordia.

Buona domenica a tutti!

P. Sabu