Dopo averci parlato dei terreni diversi che accolgono il seme della Parola, Gesù ci invita oggi a purificare i nostri sguardi nei confronti degli altri che camminano insieme con noi. È vero che abbiamo delle difficoltà nei nostri sguardi, ma è proprio una questione di sguardi il nostro cammino di fede.
Come mai Signore? Perché non intervieni? Sono delle grida che innalziamo a Dio in vari momenti della nostra vita. Il tutto e subito fa parte della nostra vita e del nostro modo di giudicare le cose e faccende di questo mondo, fa parte del nostro ragionamento. Eppure non è la logica del Regno. Noi gridiamo al Signore; andiamo a sradicare, a togliere e a purificare? Egli dice: no, lasciali crescere insieme. È difficile capire la logica di Dio, ma imparare dal Maestro significa proprio entrare in questa logica. L’amore, la pazienza e la misericordia di Dio supera infinitamente i nostri giudizi. Eppure, stranamente ma veramente, chi beneficia di questa misericordia e pazienza di Dio sono proprio io. Se il Signore agisse come vorrebbero i servi chissà dove sarei! Quindi bisognerebbe ringraziarlo ogni giorno per la sua pazienza per me.
I servi sono delusi ed amareggiati nel vedere la zizzania insieme al buon grano e non nascondono i loro sentimenti davanti al padrone. Vedono solo l’erba cattiva e non sanno come fare per toglierla. Invece, il padrone vede il grano buono: non vuole l’intervento dei servi proprio per non distruggerlo. Sa che ci vuole del tempo per distinguere la zizzania dal grano buono. Ce lo dicono anche le altre due parabole: perché il piccolo seme diventi un albero grande da offrire il rifugio per gli uccelli del cielo ci vuole tempo. Anche il lievito ha bisogno del tempo per lievitare la pasta. Pazienza, pazienza, pazienza, ci dice, a noi frettolosi, il Signore oggi. Abbiamo sempre bisogno di riprendere il cammino di conversione verso la misericordia di Dio.
La potenza di Dio non si manifesta come vuole l’uomo. San Paolo ci dice che la potenza di Dio si manifesta nella debolezza dell’uomo. Sul monte Oreb il profeta Elia aspetta di vedere la presenza di Dio: terremoto, fuoco e vento forte, ma Dio non c’è, il Signore gli si manifesta in una leggera brezza. Il granello di senape e il lievito ci spiegano questa semplicità e umiltà del Regno: non c’è da scandalizzarsi di fronte alla “piccolezza” del Regno, ma adoperarsi perché cresca sempre di più e meglio in ciascuno di noi. Far parte del Regno dei cieli è anche cercare di accettare il modo di operare di Dio. La grandezza di Dio si manifesta soprattutto nel suo amore e nella sua misericordia e noi siamo chiamati ad essere la misericordia di Dio per gli uomini che incontriamo nella nostra vita.
Ringraziamo il Signore per queste parabole che ci rivolge oggi. Sappiamo le difficoltà che abbiamo nel mettere in pratica ciò che ci dice, ma la sfida diventa bella proprio per questo. Non spaventiamoci di fronte alla zizzania che cresce insieme al buon grano e non illudiamoci che siamo noi a raddrizzare tutto e subito. Bisogna avere tanta fiducia nel Signore e pregare che ci doni tanta pazienza. Nel nostro impeto di togliere la zizzania dal mondo, potremo rovinare il piano di Dio. Dice infatti san Benedetto nella sua Regola che nella nostra fretta “possiamo mandare a pezzi il vaso cercando di togliere la ruggine con troppo zelo”.
Chiediamo che il Signore ci insegni la sua pazienza e la sua misericordia e sostenuti dal suo amore possiamo davvero testimoniare la nostra fede nel mondo di oggi.
Buona domenica a tutti!
La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi, ci dice l’apostolo Paolo nella seconda lettura di oggi. E’ un saluto che sentiamo all’inizio della Messa. Quando noi celebriamo oggi la solennità della Santissima Trinità, il miglior augurio per ciascuno di noi sia proprio questa preghiera. Rinnoviamo la nostra fede nella Santissima Trinità e chiediamo che crei comunione d’amore in ciascuno di noi e nelle nostre comunità.
Sale della terra, luce del mondo: due immagini semplici, forti, molto inerenti alla vita di ogni giorno. Gesù vuole che i suoi discepoli siano così nel mondo per portare avanti la sua buona notizia per l’uomo.
La legge dell’amore come base del vivere cristiano personale e comunitario: possiamo sintetizzare così il messaggio della Parola di Dio di oggi. Nella prima lettura c’è l’esempio di Paolo e Barnaba che ritornando dalla loro missione riferiscono alla comunità tutto ciò che Dio aveva fatto per mezzo di loro: non tengono per sé stessi la gioia della predicazione. Il brano dell’Apocalisse ci mostra la Gerusalemme nuova che scende dal cielo, che è l’immagine della Chiesa, e viene annunciata come la tenda di Dio tra gli uomini. Nel brano del Vangelo Gesù dice ai suoi discepoli che devono avere l’amore gli uni per gli altri perché sarà il segno del loro essere discepoli del Maestro.