14 Febbraio “Le Ceneri” – inizio della Quaresima

Quaresima donoratico 2018

Mercoledì 14 febbraio 2018 inizio Quaresima
Mercoledì delle Ceneri
digiuno e astinenza
Imposizione delle Ceneri
durante le Messe
alle ore 08,30 e 18,00.
Parrocchia San Bernardo Abate
Donoratico

Novena di Natale

Dal 16 al 24 Dicembre alle ore 17:00 Santo Rosario, Novena e Messa.
Durante il Rosario saranno possibili le Confessioni.

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XXI° DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

bambini-mano-alzataChi dite che io sia? Una domanda seria rivolta a noi oggi come ai discepoli allora e che meriterebbe una risposta seria da parte di ciascuno di noi. Non solo, bisogna ricordarsi che dalla risposta a questa domanda dipenderà il cammino della nostra fede.

Gesù è nel territorio pagano e chiede ai suoi discepoli ciò che hanno sentito dalla gente su di lui. Non è che cerchi l’indice di gradimento della gente, ma gli serve per preparare la domanda cruciale per i discepoli. Riportano le più disparate opinioni della gente. La cosa curiosa da notare è che tutti i personaggi a cui fa riferimento la gente sono morti: Battista, Elia, Geremia. Nasconde in qualche modo anche la venerazione che avevano verso questi personaggi. La morte ingiusta del Battista, Elia che è stato rapito in cielo su un carro di fuoco, Geremia ucciso misteriosamente nell’esilio egiziano sono tutti personaggi cari alla gente. Anche l’affermazione, uno dei profeti, dimostra il desiderio di vedere in Gesù un grande profeta che parla in nome di Dio. Quindi queste opinioni sono importanti in qualche modo.

Ma nel seguire Gesù, attaccarsi alla tradizione non serve, bisogna cogliere la novità. L’attaccamento alla tradizione umana è il lievito dei farisei e degli scribi da cui Gesù vuole liberare i suoi discepoli. Ecco allora la seconda domanda che invita ad entrare nel proprio cuore e scoprire il posto di Dio in ciascuno di noi. E’ un invito a cogliere la novità di Gesù lasciando da parte la nostalgia della tradizione degli uomini.

Chi dite che io sia? Non si può rispondere a questa domanda se non si è mossi dal Padre. Gesù lo dice chiaramente a Pietro: né carne né sangue … ma il Padre mio. S. Paolo ce lo dirà con altre parole: infatti, dice che nessuno può chiamare Gesù Signore se non sotto l’azione dello Spirito Santo. Pietro pensava di aver detto un qualcosa di grandioso su Gesù e aveva ragione, ma in quella risposta aveva poco di suo perché è ispirata dal Padre e solo coloro che si mettono sotto la sua azione possono rispondere veramente a questa domanda.

“Chi dite che io sia?” viene domandato a ciascuno di noi oggi. Come rispondiamo? Viviamo in un mondo dove la religiosità e la fede vengono vissuti da ognuno un po’ a modo suo. Ognuno si fa una fede a proprio uso e consumo. Vogliamo appiccicare a Dio le qualità che vorremmo vedere in lui. Nelle varie risposte su Gesù, tra l’altro, la gente faceva capire che cos’è che a ciascuno di loro piaceva di lui. Così facciamo anche noi oggi. Ci piace qualche aspetto della persona di Gesù dimenticando di prenderlo nella sua totalità. Chi di noi non vorrebbe un Dio che moltiplica i pani e pesci o cammina sul mare o guarisce ogni tipo le malattia, scaccia i demoni ecc! Ma quanti di noi poi sarebbero capaci di seguirlo sulla strada della croce, sulla strada dell’umiliazione. La novità che Gesù porta per noi comporta anche la croce, non possiamo accettare Gesù senza accettare la sua croce. Altrimenti saremo come gli scribi e dei farisei, attaccati alla tradizione degli uomini tanto da ignorare la Buona Notizia che Gesù porta.

Se il figlio è colui che assomiglia al padre nel comportamento, così pensavano i contemporanei di Gesù, ciò che ha detto Pietro su Gesù è davvero importante. Ma è importante anche per noi. Essere figli adottivi di Dio per chiamata, significa impegnarsi ad assomigliargli sempre di più. Ecco, dove ci porta il cammino dietro a Gesù. Bisogna accoglierlo per quello che è veramente e non fare di lui un distributore automatico delle grazie e favori di cui abbiamo bisogno. Sappiamo che non è facile questo cammino, ma bisogna rispondere alla domanda di Gesù con la mano sul cuore. Lui ci guarda con i suoi occhi di tenerezza e bisogna incrociare il suo sguardo per lasciarci travolgere dal suo amore.

Chiediamo che lo Spirito ci assista in questo cammino e ci sostenga la misericordia del Padre.

Buona domenica a tutti!

III° DOMENICA DI PASQUA

spezzare_il_paneResta con noi, Signore”: dovrebbe essere la preghiera che sale dai nostri cuori al Signore Risorto e che insistentemente chiede da lui la forza per affrontare il cammino terreno della nostra vita. Ringraziamo il Signore per la sua presenza con noi.

Erano disperati i due discepoli che affrontavano il cammino verso Emmaus. Avevano posto la loro speranza in un maestro, ma con la sua morte le speranze si sono tramutate in delusioni: speravamo, dicono e non c’è più alcun motivo per continuare a sperare. Il cammino è affrontato con tristezza e paura. I ricordi non sono belli ed aumentano ancora di più l’angoscia del cammino. Si sentono soli ed abbandonati, delusi da colui in cui avevano posto ogni speranza. Anche quel viandante che si affianca loro dà quasi fastidio: è uno che non è stato attento a tutto quello che è successo a Gerusalemme, solo tu sei forestiero.

Eppure lo ascoltano volentieri, parla lui e loro lo ascoltano nel silenzio del cuore ed alla fine riconosceranno che il loro cuore ardeva mentre lo ascoltavano. Nel silenzio del cuore entra la parola di Dio con la sua forza e penetra le profondità del cuore. La paura cede il passo all’accoglienza. Invitano il Signore a stare con loro: resta con noi perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto. Nel buio della vita sarà Lui ad accendere la nostra vita, quando anche nella nostra anima scende la sera e paura e tristezza sembrano prendere sopravvento, bisogna dirGli: Signore resta con noi.

Attorno alla mensa, attorno ad un gesto semplice e quotidiano come spezzare il pane, riconoscono il loro maestro. Veramente toccante questa scena: pensate come si emozionano i due al vedere il loro maestro vivo davanti a loro! Come si accendono le luci della speranza nel loro cuore mentre egli condivide il pane con loro! Avevano iniziato il viaggio carichi di tristezza, delusione e paura, ora però è cambiato tutto: non ardeva il nostro cuore! Inizia una nuova vita e ritornano a testimoniare tutto l’accaduto agli altri.

Un cammino, una mensa e una testimonianza: sono le tre cose che devono rimanere nel nostro cuore dopo che abbiamo riflettuto sulla Parola che il Signore ci ha donato oggi. Noi siamo in cammino nella nostra vita e bisogna continuamente pregare che il Signore rimanga con noi sempre. Se lo ascoltiamo nel silenzio del nostro cuore ci accenderà con la luce del Suo Spirito.

Ogni volta che celebriamo l’Eucarestia, è Cristo stesso che si spezza per noi e si dona completamente per ciascuno di noi. Lui prende il pane, recita la preghiera e lo dona a noi. Un gesto semplice e quotidiano: quante volte anche noi abbiamo partecipato a questi gesti nella celebrazione eucaristica! Ascoltiamo la Parola e ci comunichiamo al pane eucaristico. Il nostro cuore arde o rimane sempre freddo? Bisogna domandarcelo qualche volta. La Parola ascoltata e il pane condiviso ci darà l’entusiasmo e gioia nel testimoniare davanti agli altri la nostra fede nel Signore risorto.

Chiediamo allora che la Parola entri con tutta sua forza nel nostro cuore e che il Pane del cielo ci rafforzi nel cammino.

Buona domenica a tutti!
P. Sabu

Mercoledì delle Ceneri – inizio della Quaresima

Mercoledì 1° marzo inizierà il percorso Quaresimale con il rito dell’Imposizione delle Ceneri, gesto dal forte significato battesimale e penitenziale in preparazione alla Pasqua.
Le Ceneri a Donoratico verranno distribuite sia nella celebrazione delle ore 8:30 che in quella delle 18:00.

Ogni venerdì di quaresima, durante la celebrazione delle ore 18:00, ci sarà la Via Crucis.

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III° DOMENICA DI AVVENTO

andate-e-riferiteSei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettarne un altro?”, una domanda sconcertante che Giovanni Battista fa recapitare a Gesù tramite i suoi discepoli. Com’è possibile? Giovanni è stato colui che
aveva battezzato Gesù sul Giordano e in quel momento c’era la voce del Padre che diceva: “Questo è il mio figlio prediletto”. Aveva visto lo spirito del Padre scendere sul Figlio come una colomba. Come fa uno come lui ad avere dubbi sulla persona di Cristo?

Forse questa domanda non è tanto per il Battista, ma per ciascuno di noi. Chi di noi può dire di non aver mai avuto dei dubbi nel suo cammino di fede? Chi può essere così sicuro da dire di non aver mai tolto il suo sguardo dall’unico maestro che è Gesù? Ognuno di noi sa quale cammino fa nella propria vita e alle volte con quanta fatica porta avanti questo cammino.

Giovanni aveva predicato, come del resto tutti i profeti dell’Antico Testamento, che il tempo del Messia sarà un tempo terribile e sarà un tempo di giustizia dove a trionfare sarà la gloria del Signore e tutti i peccatori subiranno una sorte terribile. Il volto di Dio che Gesù è venuto a portare nel mondo è un volto misericordioso e proprio questa pedagogia di Gesù non andava d’accordo con le aspettative messianiche della gran maggioranza della gente di allora. In qualche modo anche Giovanni rappresenta queste categorie di persone e rappresenta ciascuno di noi soprattutto quando noi ci troviamo nei momenti di dubbio e di confusione nel nostro cammino di fede.

C’è un’altra corrente di pensiero che parla di come Giovanni Battista abbia mandato i suoi discepoli verso Gesù perché potessero scoprire in prima persona questo grande Maestro e seguirlo nella loro vita. Quindi non un dubbio, ma un completamento della sua missione che motiva Giovanni a mandare i suoi discepoli a Gesù.

Alla domanda diretta, Gesù non dà una risposta diretta, ma offre una risposta più efficace. Non fa parlare le parole, ma i fatti. Infatti, ciò che dice ai discepoli di Giovanni è: “Andate e riferite“. Bisogna pensare che questo imperativo al plurale ha il significato di rendere testimonianza. Al tempo di Gesù si riteneva valida solo la testimonianza portata avanti da due persone e non da una persona sola. Pensate anche all’episodio dove  Gesù manda a due a due i settantadue discepoli avanti a lui.

Parlano i fatti: i ciechi vedono, i sordi ascoltano, i morti sono risuscitati e ai poveri è annunciata la buona notizia. Sono tutti segni messianici che i profeti avevano annunciato e che si compiono in Gesù. Con un’eloquenza disarmante questi segni dovevano dire a Giovanni che ormai il tempo d’attesa è finita perché lui, il Messia, è presente nel mondo.

Il mondo in cui viviamo oggi ci mette davanti agli occhi quasi esclusivamente le cose che non vanno e ci sembra sia impossibile avere un briciolo di speranza per andare avanti sereni. Bisogna avere più fiducia nel Signore, bisogna cercare di imparare sempre di più e sempre di meglio da lui. Testimoniamo insieme con i nostri fratelli la gioia del Signore che viene a visitarci. Man mano che si avvicina questo giorno la nostra gioia cresce. Ringraziamo il Signore e chiediamo che lo Spirito del Padre ci illumini il cammino.

Buon cammino di Avvento a tutti!

P. Sabu

I° DOMENICA DI AVVENTO

avventoIniziamo un nuovo anno liturgico con la prima domenica di Avvento e come all’inizio di ogni anno bisogna fare dei buoni propositi da portare avanti durante tutto l’anno e specialmente e più immediatamente vivere bene il tempo d’Avvento che il Signore ci dona: un tempo da vivere in compagnia della Parola di Dio. Vediamo allora cosa ci propone la Parola per questa domenica.

Tutte e tre le letture ci danno molti spunti per la nostra riflessione. Il primo invito che ci viene dalla prima lettura è quello di salire sul monte del Signore. L’Avvento è un cammino: un cammino verso la casa del Signore per essere tra le braccia del Padre misericordioso. Per salire sul monte del Signore bisogna camminare nella luce del Signore. Il tempo di Avvento è un tempo di grazia dove la luce della fede ci deve guidare ed accompagnare.

San Paolo ci esorta dicendo che è ormai tempo di svegliarvi dal sonno. Possiamo dire che siamo svegli, ma pensiamo se siamo davvero svegli spiritualmente oppure no. Il giorno si avvicina e questo giorno è il giorno del Signore che viene a visitarci. Colui che è venuto nel tempo per portarci la salvezza, alla fine dei tempi verrà per portarci alla sua gloria. Ecco allora la raccomandazione di Paolo: Gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. Rivestitevi del Signore Gesù Cristo.

La pagina del Vangelo, che apparentemente sembra una parola catastrofica e che invece è sempre una parola di consolazione e di speranza, ci invita ad essere vigilanti ed attenti nel nostro cammino: Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Una parola che ci ricorda sì la fragilità della vita umana, ma ci ricorda anche la bellezza di questo tempo di Avvento che è tempo di attesa del Signore.

Che cosa possiamo fare perché il cammino sia fruttuoso? Abbiamo terminato un anno importante: l’anno giubilare della misericordia. Ma siamo appena all’inizio perché il cammino di misericordia non è qualcosa che si possa ridurre in un anno. Deve, invece, contagiarci per tutto il cammino della nostra vita. In questo periodo di Avvento potremo pensare ai frutti di misericordia che siamo chiamati a produrre nel nostro cammino: verso Dio, verso il prossimo e verso noi stessi. Se Dio è misericordia, il cammino che faremo durante il tempo di Avvento deve essere un cammino verso la Misericordia: verso un Dio che viene a visitare la nostra vita e vuole riempirci della sua grazia e del suo amore.

Iniziamo con gioia ed entusiasmo questo tempo di Avvento e prepariamoci a ricevere i doni che il Signore viene a portarci. Gustiamo davvero la bellezza di questa attesa e quando verrà il Signore se ci troverà pronti, pensate che gioia Gli daremo. Chiediamo che lo Spirito Santo ci accompagni in questo tempo di Avvento.

Buon cammino a tutti!

P. Sabu

XXI° DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Kabuli_GateUna porta stretta per la quale siamo chiamati a passare per entrare nel Regno dei Cieli! E’ la visione che la pagina del Vangelo di oggi ci presenta. E come sfondo abbiamo l’immagine di un Padre che, nel suo amore per il figlio, lo corregge (la seconda lettura).

Immaginate la scena di una porta stretta davanti la quale c’è una folla che cerca di passare: tutti  a spintonare e a cercare di superare gli altri! Sarebbe un vero disastro. Sarà così il Regno dei cieli? Ci passerebbe la voglia di entrarci. Gesù ci dice qualcosa di veramente più bello ed importante per la nostra vita e chiediamo che ci illumini con il Suo Spirito per non perdere di vista ciò che ci vuol dire.

Pensate a qualche altro brano del Vangelo dove Gesù dice che lui stesso è la porta delle pecore e coloro che non entrano per quella porta sono ladri e mercenari oppure quando racconta la parabola di un tale che arriva a mezzanotte dal suo amico e gli chiede dei pani e l’altro gli dice che non poteva venire ad aprire la porta! Non perché suo amico, ma perché lo importunava gli viene aperta la porta; quanto più, dice il Signore, farà il Padre celeste! Possiamo immaginare che la porta di cui parla Gesù sia lui stesso: una porta attraverso la quale dobbiamo passare tutti se vogliamo far parte del regno dei cieli. Ecco che la porta diventa larga e non più stretta perché la scelta non è qualcosa di materiale, ma è la scelta di una persona e la misura del proprio cammino diventa Dio stesso.

Quando si fa una semplice passeggiata, siamo sereni e gioiosi se siamo in bella compagnia e insieme il cammino diventa anche più percorribile. Triste sarebbe un cammino dove siamo lasciati da soli e tutto ciò che facciamo non ha come solo termine di paragone la nostra stessa vita. Il cammino al quale il Signore ci invita non è un cammino da fare da soli, perderebbe ogni significato! Siamo chiamati a fare questo cammino abbracciati agli altri fratelli.

Don Tonino Bello diceva che gli piace immaginare gli uomini con un’ala soltanto! Si vola soltanto stando abbracciati con l’altro e questo altro potrebbe essere addirittura Dio stesso. Il cammino di un discepolo del Signore non è un cammino da fare da soli, siamo in compagnia perfino con gli angeli e i santi. Pensate come sarebbe gioioso il cammino se fossimo consapevoli di questa realtà! Ma la porta stretta rimane perché la scelta per il Signore non è una scelta da fare a cuor leggero, ci costa e ci impegna, deve essere lui la misura della nostra vita e del nostro cammino: bisogna sempre ricordarsi che il Suo amore per gli uomini lo spinge fino alla morte in croce.

E allora coraggio, chiediamo che il Signore ci conceda la grazia di passare attraverso di lui per far parte del Regno dei cieli al quale ciascuno di noi è chiamato. Chiediamo che lo Spirito ci illumini e ci sostenga in questo cammino e uniti ai nostri fratelli possiamo far parte di una moltitudine di persone che si incamminano verso questo regno di pace e di gioia.

Buona domenica a tutti!

P. Sabu