La Notte dei Santi – Veglia di Preghiera

Veglia-Santi-2017

Parrocchia San Bernardo Abate, Martedì 31 ottobre alle ore 21 il Gruppo R.n.S. “Gesù è il Re” di Donoratico insieme ai Catechisti organizza una Veglia di Preghiera per la “NOTTE dei SANTI”.
Programma:
21:00 Accoglienza
21:15 Coroncina della Divina Misericordia
22:00 “Roveto” Adorazione Eucaristica
Consacrazione al Sacro Cuore di Gesù

Corpus Domini – Processione Eucaristica

Corpus_Domini_2017

Parrocchia San Bernardo Abate – Donoratico
Solennità del Corpus Domini
Processione Eucaristica: GIOVEDÌ 15 GIUGNO Ore 21
Percorso:
– Via Matteotti
– Via della Repubblica
– Via Mazzini
– Via Battisti
– Via L. Da Vinci
– Via Vittorio Veneto
– Via Matteotti
Adorazione In Chiesa TUTTA LA GIORNATA

XXXII° DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

sadduceiSiamo ormai agli sgoccioli! La vita terrena di Gesù sta volgendo al termine e l’ora della salvezza è sempre più vicina. Il cammino iniziato alla grotta di Betlemme arriva a Gerusalemme, città su cui piange Gesù perché non ha saputo accogliere il messaggio salvifico e si è allontanata da Dio. Dalle periferie Gesù arriva al centro del potere e dell’autorità. Satana aveva lasciato Gesù per tornare al tempo opportuno e sembra che ora si ripresenti nella forma dei suoi avversari, gli scribi, i farisei, i capi del popolo e sommi sacerdoti per metterlo alla prova. Il capitolo 20 di Luca è pieno di questi incontri – scontri.

Tra questi scontri abbiamo anche quello presente nel brano del Vangelo di oggi: i sadducei che interrogano Gesù sulla risurrezione. I sadducei erano un gruppo di latifondisti e commercianti dunque molto ricchi e non credevano nella risurrezione e prendevano per buono solo i primi cinque libri e nella loro osservanza della legge pensavano solo a ciò che aveva detto Mosè. Ecco anche il loro modo di presentarsi: Mosè ci aveva prescritto. Questo gruppo cesserà di esistere con la distruzione del tempio nel 70 d.C.

Ridicolizzano in qualche modo la fede nella risurrezione dai morti perché credevano solo nella teologia della retribuzione: Dio premia con la ricchezza e i beni materiali coloro che osservano la Sua legge e punisce con la povertà e  le sofferenze coloro che non la osservano. Tutto finisce qui sulla terra e l’esempio fittizio della donna che portano davanti a Gesù voleva dimostrare l’assurdità della risurrezione.

Non avevano, ovviamente fatto i conti con il Maestro che è Signore dei vivi. Nella sua risposta ai sadducei Gesù rivela prima di tutto la loro ipocrisia. L’errore è pensare alla vita dopo la risurrezione come continuità della vita di questa terra. Ecco la “preoccupazione” nel pensare di chi sarà la moglie, colei che ha avuto sette mariti. Gesù li invita a pensare alla vita eterna come una vita nuova, non una continuità della vita terrena. E in questa nuova vita la situazione terrena non conterà più e per vivere non ci sarà bisogno della fisicità e la situazione dei risorti sarà una situazione degli angeli.

Noi crediamo nella risurrezione e sappiamo anche la fatica nel crederci, ma è il fondamento di tutto il nostro cammino cristiano e san Paolo ci ricorda che se non crediamo che il Signore Gesù è risorto dai morti, la nostra fede è vana. E l’affermazione di Gesù ci viene incontro e continua a ripeterci che il nostro Dio non è il Dio dei morti, ma dei viventi. Siccome Dio è vita, ci fa partecipare nella sua vita e ci vivifica.

Non solo, Gesù afferma che tutti noi viviamo per Lui, cioè per Dio. In quest’ottica possiamo dire che pregustiamo già la vita eterna perché noi abbiamo Dio presente in noi già su questa terra. I sacramenti che celebriamo e soprattutto l’Eucarestia, ci fa partecipi della vita divina del Cristo. Quindi rinnoviamo il nostro impegno cristiano nella vita e chiediamo che il Dio dei vivi ci renda capaci di testimoniare la bellezza della vita in Lui e che possiamo proseguire il cammino terreno della vita con gioia ed entusiasmo.

Buona domenica a tutti!

P. Sabu

XIV° DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Giovani_in_CamminoIl Vangelo ci parla della missione che Gesù affida ai suoi discepoli. Quando Gesù manda i settantadue la prima cosa che gli ricorda è il dovere di pregare perché il Signore della messe mandi operai nella sua messe. Dunque il primo dovere come cristiani, come persone che testimoniano la loro fede nel Signore, è di pregare perché non manchino gli operai per il Regno dei cieli. Ovviamente il nostro dovere non si riduce solo alla preghiera perché ognuno di noi è chiamato e mandato ad annunciare il Regno soprattutto con la testimonianza della sua vita.

Il Signore è cosciente del pericolo al quale vanno incontro i suoi messaggeri e dice a loro che li manda come agnelli in mezzo a lupi. Non è molto confortante questa immagine perché si sa che fine fa un agnello in mezzo a lupi, ma la promessa che Gesù ha fatto ai suoi discepoli prima dell’Ascensione continua a confortare loro anche in quelle situazioni:Io sono con voi fino alla fine dei secoli. Non una promessa rimasta a parole, ma realizzata nell’Eucarestia dove è realmente presente per essere il miglior compagno di viaggio per ciascuno di noi. Con la sua presenza ci dice che siamo chiamati a continuare la Sua opera e non ci lascerà mai soli.

Ogni cristiano è per vocazione un messaggero di pace e Gesù nel mandare i settantadue ricorda questa realtà dicendogli che il primo augurio che loro devono dare agli altri è quello della pace. In un mondo dove ogni giorno ci attendono notizie che parlano delle violenze e delle guerre sarebbe bello che ogni discepolo del Signore  si ricordasse di essere messaggero di pace.

Quando si va con il Signore per annunciare il Regno i risultati si vedono. Ecco ciò che hanno sperimentato i settantadue. E tornano dalla loro missione pieni di entusiasmo e raccontano a Gesù le loro esperienze. Ciò che stupisce i discepoli è il fatto che anche i demoni si sottomettono a loro nel nome del loro Maestro. Non di poco conto questa nota:Nel tuo nome. Il vero discepolo è colui che non  perde questo punto di vista: avere sempre come punto di riferimento il Maestro. Infatti i discepoli sono mandati non per annunciare il loro messaggio, non sono mandati a parlare in nome loro, ma la loro missione sarà una missione vera quando sapranno trasmettere il messaggio di Dio mettendo al primo posto la gloria di Dio e non i loro interessi.

E Gesù dice che la caduta dei demoni è poca cosa in confronto alla possibilità di avere i loro nomi scritti nei cieli. Anche noi siamo chiamati ad essere gioiosi non perché abbiamo dei doni straordinari, ma perché abbiamo la possibilità di testimoniare la nostra gioia nel Signore risorto e così poter essere parte del Regno dei cieli. Noi dove abbiamo posto la nostra gioia? Nella testimonianza quotidiana della fede siamo capaci di trasmettere la nostra gioia oppure continuiamo ad essere un po’ malinconici per cui la nostra testimonianza non incide più di tanto?

Bisogna pregare che il Signore ci doni più convinzione nella nostra missione. Il Battesimo ci ha resi figli di Dio e fratelli tra di noi. Bisogna ricordarsi che siamo creati per la pace e non per la guerra, ma anche quando parliamo della pace, portiamo la guerra nel cuore. Che il Signore purifichi il nostro cuore, ci doni la forza del suo Spirito per sostenerci in questo cammino di fede.

Buona domenica a tutti!

P. Sabu

Prime Comunioni


copertina_comunioni2016Domenica prossima 22 maggio
ore 10:30 Festa della S.S. Trinità nella chiesa di Donoratico verranno celebrate le Prime Comunioni.

Visto il numero di ragazzi coinvolti, la celebrazione sarà allestita nella piazza antistante la chiesa per favorire una migliore partecipazione per tutti. Per l’occasione  l’inizio della celebrazione è stato anticipato alle ore 10:30. In caso di pioggia la celebrazione verrà spostata in chiesa.

GIOVEDÌ SANTO

lavanda_piedi_miniAnniversari particolari ed importanti: dell’istituzione dell’Eucaristia e del sacerdozio ministeriale. Sono due grandi doni che il Signore fa alla sua Chiesa e che oggi siamo chiamati a celebrare. Ringraziamo il Signore per questi doni che sono segni del suo amore per tutta l’umanità.

Il sacramento dell’Eucarestia è il segno più grande dell’amore di Gesù per noi. L’Eucaristia ci dice che l’amore di Dio non si stanca mai di noi: non si è accontentato della sua incarnazione, della sua passione e morte in croce, neanche della sua risurrezione. Vuole stare sempre insieme con l’uomo e si spinge oltre l’impensabile: si dona per l’uomo sotto forma di una cosa semplicissima, ma fondamentale per la vita dell’uomo, il pane. Penso che non finiremo mai di ringraziare abbastanza il Signore per questo dono, ricordiamocelo ogni volta che ci accostiamo a ricevere Gesù nell’Eucarestia e chiediamogli di darci tutto l’amore possibile nei confronti di questo sacramento. Questo Pane ci sosterrà nel cammino di vita e ci renderà forti per essere testimoni del Suo amore.

Per essere strumenti di questo segno del Suo amore, Gesù sceglie tra gli uomini persone che possano dedicarsi al servizio del suo popolo. Non sarebbero mai capaci di portare avanti questo compito se non fossero assistiti dalla grazia del Signore e dalla Sua misericordia. San Paolo ricorda che questo grande dono ci è stato donato come tesori in vasi di argilla. Solo chi si mette al servizio di Gesù con umiltà e dedizione potrà essere fedele a questa chiamata.

Non passerà inosservato oggi il gesto della lavanda dei piedi che diventa il gesto principale di Gesù nell’ultima cena secondo l’evangelista Giovanni. E’ la dimostrazione che il nostro Dio non è colui che si fa servire, ma che serve e dona la vita per l’umanità. Non solo da l’esempio, invita anche i suoi discepoli a fare altrettanto. Uno che si dichiara cristiano e manca di questa carità e spirito di servizio nei confronti del proprio fratello, sarà sempre un cristiano a metà. Nei tempi in cui viviamo il gesto della lavanda dei piedi diventa fondamentale perché i cambiamenti storici che viviamo chiedono da ciascuno di noi il coraggio di chinarsi ai piedi del fratello e servirlo.

Che questo giorno diventi un dono prezioso del Signore per noi e ci renda capaci di imparare da Lui.

P. Sabu