XXXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

arch_of_titus_menorahSiamo alla penultima domenica dell’anno liturgico e la Parola di Dio, nonostante quel linguaggio che gli esperti chiamano “apocalittico”, oggi ci invita ad aver fiducia e speranza in Dio e trovare in lui la nostra consolazione e a non lasciarci ingannare da quello che succede attorno a noi.

I discepoli guardano la bellezza del tempio di Gerusalemme, ma Gesù che vede oltre il visibile annuncia che di tutto quello che ammirano non resterà pietra su pietra. Ovviamente tutti sono sbalorditi di fronte alle parole di Gesù, ma lui non si scompone e continua a parlare loro degli sconvolgimenti che ci saranno nella natura e le persecuzioni che dovranno affrontare i suoi  discepoli. Nonostante ciò il discepolo è chiamato ad aver fiducia.

Le parole del Vangelo hanno un’attualità incredibile per noi oggi: sembra proprio che Gesù le abbia dette tenendo presente tutto ciò che succede attorno a noi oggi. Chissà quante volte anche noi abbiamo ammirato le bellezze delle opere d’arte delle nostre chiese o dei musei e in un attimo tutto è sparito per un terremoto o per una qualsiasi calamità naturale! Nel sentire dei fatti terrificanti anche noi, almeno qualche volta, ci siamo domandati sul senso della nostra vita e sulla fine della nostra storia. La Parola di Dio ci invita a meditare sul fine della nostra storia perché è Dio che conduce la storia e noi siamo nelle sue mani.

Nonostante le difficoltà e le persecuzioni i discepoli del Signore hanno la loro fiducia nel Signore: “Nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto”, questo non significa che ci verranno risparmiate le persecuzioni e le sofferenze, ma in tutto ciò Dio sarà al nostro fianco e ci dirà tutto quello che siamo chiamati a fare nel nostro cammino.

L’ultima raccomandazione che lascia ai suoi discepoli è quello di perseverare nel proprio cammino. Essere perseveranti vuol dire essere coerenti, essere fedeli, essere tenaci. Sappiamo quanto è difficile nel mondo di oggi essere dei cristiani veri. Immaginate gli ambienti di lavoro, le cerchie dei nostri amici: ci fanno venire quasi la voglia di nascondersi, di nascondere la nostra fede. Ma sono proprio quelli i momenti dove siamo chiamati a rendere testimonianza al Signore. La nostra perseveranza, quindi, non è qualcosa di straordinario da mostrare in qualche momento della nostra vita, ma qualcosa di immensamente ordinario e che ci aiuta ad essere cristiani ogni giorno della nostra vita con coraggio.

Sappiamo che questa perseveranza non è cosa facile per noi e allora bisogna fare sempre riferimento al Signore e alla sua grazia. Se Lui è uno che tiene conto anche di un solo capello del nostro capo, proviamo anche noi ad avere più fiducia, a trovare consolazione nelle sue parole. Con la nostra perseveranza, dimostrata nelle situazioni concrete della vita quotidiana salveremo anche noi la nostra vita.

Chiediamo che ci aiuti con la sua grazia, ci illumini col suo Spirito e ci insegni la strada da seguire.

Buona domenica a tutti!

P. Sabu